Sicurezza nei lavori in appalto

Riduzione dei costi di massimizzazione del risultato appaiono tra loro obiettivi contrastanti, ma in verità una potenziale soluzione è stata rinvenuta nella rinuncia da parte delle imprese  del possesso di competenze interne per lo svolgimento delle attività in questione, rivolgendosi piuttosto ai servizi ed all’opera di imprese esterne specializzate.

La notevole dinamicità che ha caratterizzato negli ultimi 30 anni i mercati economici e il mondo della produzione, ha generato una richiesta di maggiore flessibilità  gestionale  da parte delle imprese, volte a ridurre i costi (in particolare  quelli legati alle varie tipologie contrattuali) e nel contempo garantire il raggiungimento di elevate prestazioni, in particolare in quei settori che possono non essere considerati strategici, come la manutenzione di macchine, impianti, luoghi di lavoro, attività di facility, ecc.

Riduzione dei costi e massimizzazione del risultato appaiono tra loro obiettivi contrastanti, ma in verità una potenziale soluzione è stata rinvenuta nella rinuncia da parte  delle imprese del possesso di competenze interne per lo svolgimento delle attività in questione, rivolgendosi piuttosto ai servizi ed all’opera di imprese esterne  specializzate.

Questa attività di esternalizzazione, se sotto il punto di vista  della gestione organizzativa dell’azienda rappresenta una semplificazione, quando se ne analizzano gli impatti sulla sicurezza e la salute dei lavoratori, determina l’emersione di nuovi rischi, peraltro annidati proprio nel nuovo assetto organizzativo che si viene così a costruire. Ogni soggetto esterno, infatti, è di per sé portatore di esperienze non note al committente  e di modalità operative diverse da quelle del committente, soggetto a pressioni contrattuali che frequentemente, lo spingono ad assecondare richieste  del committente anche se non tutte le condizioni di sicurezza sono soddisfatte, portatore di rischi specifici derivanti dalla propria attivtà. Ecc.

Tutto questo va ad inserirsi nell’ambito dell’organizzazione del committente, anch’essa fortmente caratterizzata dalla propria storia e dai propri valori, realizzando un sistema complesso di relazioni nel quale emergono nuovi rischi che definiamo derivanti dalle interferenze.

Per fare un esempio, quando non si tratti di vera e propria negligenza nell’adempimento degli obblighi di sicurezza, in un sistema complesso, composto da più realtà organizzative come accade nei contratti di appalto, si rinviene la tendenza da parte di ogni soggetto a dare per scontato che qualcun altro si stia preoccupando di porre in essere tutte le necessarie iniziative per garantire la sicurezza delle attività. Frequentemente, quanto più un soggetto è prossimo all’attività che deve essere realizzata, quando è maggiormente coinvolto in essa, tanto più probabile quanto maggiormente numeroso è il numero degli attori. Il risultato potenziale  è che nessuno prenderà i provvedimenti necessari, spesso accompagnato dall’evidenza che tutto sta andando per il meglio (gli incidenti non accadono sempre) e ciò in conseguenza dell’apparente impressione che ogni provvedimento sembri essere stato adottato(una profezia che si auto avvera).  Giova tener sempre presente una regola aurea che potremmo definire legge della coordinazione degli sforzi:

  1. Laddove la coordinazione non è necessaria, funziona perfettamente
  2. Laddove è assolutamente necessaria , va a catafascio

ESEMPIO

All’interno di uno stabilimento petrolchimico, una delle ditte di manutenzione(attività esternalizzata) era stata incaricata della sostituzione  di un tratto di tubazione danneggiato. L’attività non è di banale esecuzione, a causa  del fatto che una parte del ramo di tubazione interessato dall’intervento è ubicato in posizione sopraelevata non semplice da raggiungere e, pertanto, si prolunga oltre i tempi previsti e per svolgimento dei lavori,  uno dei lavoratori cade dalla scala infortunandosi.

Quello che segue è un tipico esempio di quali fossero le reciproche aspettative e i punti di vista, rispettivamente, del committente e dell’appaltatore:

Committente: “ Ci aspettavamo che il lavoro terminasse nella giornata di ieri. Noi non sapevamo che loro si trovassero nel sito questa mattina”.

Appaltatore: “ Il committente non aveva incluso quel tratto di tubazione nella richiesta iniziale. Ce l’hanno detto mentre stavamo già lavorando, quando si sono resi conto che il guasto interessava un’area maggiore di quella originariamente ipotizzata”.

Si potrebbe continuare all’infinito, ma è evidente in questi casi come emergano le falle nel sistema e siano state sottovalutate le esigenze  di informazione reciproca. L’impresa operava senza che il committente fosse informato del fatto che il lavoro non fosse ancora concluso. Le richieste erano mutate e nessuno aveva valutato rischi conseguenti. L’appaltatore, anche per ridurre i tempi di un lavoro che si stava prolungando oltre il previsto, ha fatto ricorso a mezzi di lavoro non sicuri.

Da qui l’importanza di governare il fenomeno, definendo a priori un soggetto abbia il compito di tenere le fila delle attività da compiere. Evidentemente, in virtù della sua posizione privilegiata di preminenza a livello organizzativo nell’ambito dell’intero sistema e della titolarità e possibilità di esercizio del potere contrattuale per ottenere l’adozione delle misure di sicurezza necessarie, il committente rappresenta il soggetto più titolato per dirigere questa complessa orchestra, senza sostituirsi per questo ai datori di lavoro delle singole imprese che, come nell’esecuzione di una sinfonia, avranno la responsabilità di suonare al meglio lo strumento ad essi assegnato, sotto la guida e le indicazioni del direttore di orchestra.  Il ricorso ad una strategia ed ad azioni preliminari di concertazione, coinvolgimento di tutti i soggetti interessati nel caso di esternalizzazione di attività  presenta molti vantaggi:

  • Innanzitutto costringe a pensare alle attività  da eseguire prima del loro svolgimento. In questo modo si riducono le improvvisazioni e gli sprechi che potrebbero derivare dall’interruzione di attività per motivi legati alla sicurezza sul lavoro a causa della non adeguata progettazione;
  • Riduce il rischio del verificarsi di incidenti derivanti da interferenze tra lavorazioni;
  • Di conseguenza si riducono i costi che potrebbero derivare dal danneggiamento di macchine, impianti ambienti di lavoro, conseguenti al verificarsi dell’incidente;
  • In ultimo si riducono i possibili danni di immagine che deriverrebbero dal verificarsi di un incidente e che, in un colpo solo, impatterebbero non solo sull’impresa esecutrice, ma anche sul committente.

L’art.25 del D.Lgs n.81/2008 fornisce le indicazioni necessarie alla definizione delle responsabilità, ma  molte delle indicazioni in esso contenute devono essere considerate come requisiti minimi, spesso non sufficienti  per garantire la sicurezza dei lavori esternalizzati. Si rinvia alla lettura dell’analisi tecnico-giuridica dall’articolo in questione per un approfondimento.

Partendo da queste(ricordiamo che si tratta di obblighi di legge ed, in quanto tali, ineludibili), possiamo definire i vari step del percorso che intendiamo tracciare:

  • Progettazione dell’intervento da eseguire:
  • Valutazione dell’idoneità tecnico-professionale;
  • Informazione sui rischi presenti e sulle misure da adottare per prevenirli;
  • Riunioni r visite preliminari;
  • Redazione DUVRI;
  • Esecuzione degli interventi richiesti;
Domenico Sorrentino

Domenico Sorrentino

Sorrentino Domenico nato a Settingiano(Catanzaro) il 20 Maggio 1978, giornalista pubblicista, iscritto all'Albo dei Giornalisti dal 26 settembre 2008. Ha lavorato dal 2006 al 2011 nella redazione sportiva del Domani della Calabria, collaborando con molte emittenti regionali e nazionali. Dal 26 Gennaio 2018 è stato chiamato dall'editore Efei a dirigere Università e Sicurezza, essendo cresciuto nella stessa divenendo formatore dei formatori sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.