Il Consiglio Generale della Confsal dice no alla proposta di un sindacato unico

Il Segretario Generale Angelo Raffaele Margiotta ha risposto di no alla proposta lanciata dal Segretario Generale della CGIL Maurizio Landini di un Sindacato Unico, dicendo si invece ad un fronte unitario sindacale sul lavoro che, attraverso ad un patto sociale, si batta per un programma di sviluppo

La Confsal è fermamente collocata nell’alveo dei valori sanciti dalla Costituzione e agisce per affermarli e perseguirli, e, in particolare, per l’affermazione del valore costituzionale del lavoro, dell’affermazione della centralità del lavoro e con esso della centralità della persona. Forte del suo radicamento in tutti i settori sociali ed economici, pubblici e privati, la Confsal può vantare una grande conoscenza delle necessità delle istanze e delle aspettative che promanano dai lavoratori e dalla società civile.

Alla conclusione dei lavori è stato diffuso il documento politico che con piacere pubblichiamo integralmente

UN PATTO DEL LAVORO PER LA QUALITA’ DELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA

Il patto del lavoro scaturisce dal confronto tra la Confsal quale rappresentano delle varie categorie di lavoratori e le associazioni datoriali in rappresentanza delle imprese associate. Si tratta di un nuovo e avanzato modello di contrattazione per la qualità delle norme pattizie e delle relazioni tra le parti sociali, recante una serie di istituti innovativi quali il preavviso attivo l’indennità di professionalizzazione, il salario minimo l’adeguamento dei salari all’aumento del costo della vita. Il patto del lavoro punta al riconoscimento reciproco tra le persone che il lavoro lo svolgono e quelle che lo organizzano.

IL PATTO SOCIALE PER LO SVILUPPO ECONOMICO E LA CRESCITA CIVILE

Il patto sociale è l’appello all’assunzione di responsabilità che il mondo del lavoro fa a tutti gli attori del “Sistema Paese”. La Confsal chiama ad un’assunzione di responsabilità gli attori del “ sistema paese”, rilevando che:

  • Data l’esiguità delle risorse finanziarie a disposizione, le manovre finanziarie costituiscono una leva troppo esile per determinare un’inversione di tendenza;
  • La mancanza di confronto con le parti sociali ha determinato, in buona parte, i limiti degli interventi legislativi del presente e del passato.

Pertanto, la Confsal rivolge un appello affinché:

  • Ciascun attore del “Sistema Paese” esca dalla propria logica autoreferenziale;
  • In particolare, chi ha la responsabilità delle decisioni politiche consideri le parti sociali, in primo luogo il Sindacato, come interlocutori stabili per un dialogo sociale

IL FRONTE DEL LAVORO

Il fronte del lavoro è un movimento ideale che nasce dal patto sociale per propugnare le finalità declinate nel decalogo. Un movimento d’opinione che sia in grado di incidere sui processi decisionali e di orientare le scelte della politica sul manifesto programmatico e sulle singole questioni del decalogo.

Un movimento che nasce DAL lavoro, vive NEL lavoro e agisce PER il lavoro

IL DECALOGO DEL LAVORO

Affermare la centralità del lavoro significa assumere il lavoro come fulcro a partire dal quale e intorno al quale a declinare le fondamentali questioni economiche e sociali. Il decalogo del lavoro sintetizza dieci grandi questioni legate al lavoro che dipendenti pubblici e privati quotidianamente svolgono e alcune di esse legate al lavoro che non c’è. Questi 10 punti devono costituire le coordinate che guidano le politiche del lavoro a misura della persona e le politiche economiche a misura d’impresa.

I DIECI PUNTI

  1. IL LAVORO AL CENTRO: LE QUESTIONI SALARIALE E FISCALE: Il recupero del potere d’acquisto, i redditi dei lavoratori, nel corso degli anni, hanno subito una forte riduzione e devono ritrovare il potere d’acquisto perduto. Garantire l’introduzione del Salario minimo legale è necessario, quale soglia non negoziabile, a sostegno della dignità economica che discende dal lavoro. La riduzione del cuneo fiscale, Aliquota zero per i salari bassi, ovvero estensione della no tax area fino al reddito minimo, riduzione del cuneo fiscale per i salari medi e alti(no a flat tax iniqua, oltre che irrealizzabile). Di riflesso, la diretta conseguenza di una tale misura, dovrà necessariamente essere una drastica riduzione dell’evasione fiscale
  2. UNA PERSONA EQUA E DIGNITOSA PER IL LAVORO DI UNA VITA: Un sistema contributivo puro con equi parametri di calcolo(tasso di capitalizzazione e coefficiente di trasformazione) attraverso le revisione della legge Fornero e la separazione dell’assistenza della previdenza. Confermare opzione donna e stabilire altresì uno speciale riconoscimento contributivo per ogni figlio generato. Due quote di anticipazione vanno fissato in via permanente una quota 100 complessiva e una quota 41 contributiva. Flessibilità in uscita rendendo facoltativo l’abbandono per limiti di età. Il Trattamento di fine servizio nella disponibilità immediata e incondizionata del dipendente finanziando gli oneri(interessi) per il ricorso a canali finanziari del sistema bancario.
  3. LA VALORIZZAZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Scuola e Università, Sanità, Funzioni centrali e Autonomi locali sono servizi essenziali per rilanciare la Pubblica Amministrazione e far sì che l’integrazione e la sinergia tra lavoro pubblico e privato siano alla base dello sviluppo del “Sistema Paese”. Il rinnovo dei contratti dei pubblici dipendenti va realizzato con adeguate risorse finanziarie per rivalutare il lavoro dei pubblici dipendenti italiani in prospettiva di un allineamento con le retribuzioni europee. Lo sblocco delle assunzioni e la stabilizzazione dei precari s’impongano per garantire futuro certo alle persone e maggiore efficienza alla macchina amministrativa.
  4. I LAVORATORI IN DIVISA COME PILASTRO DELLA SICUREZZA SOCIALE La sicurezza sociale è un’istanza pressante che, sviluppando la cultura dell’integrazione, dovrà accomunare lavoratori e cittadini, italiani e non. L0ineludibile risposta va fondata non su demonizzazioni e diffusioni di paure bensì sul riconoscimento, anche economico, del lavoro degli uomini e delle donne in divisa che, con impegno e spirito di abnegazione, presidiano quotidianamente le frontiere della legalità sulle strade, nelle carceri e nelle emergenze che richiedono la sicurezza e il soccorso di tutti.
  5. L’EMERGENZA GIOVANI Una fabbrica di competenze costituita da mille scuole tecniche di specializzazione per assicurare il raccordo tra scuola e mondo del lavoro e realizzare l’allineamento tra domanda specialistica delle aziende e l’offerta costituita soprattutto dal lavoro giovanile anche mediante il coinvolgimento di maestranze qualificate. Oltre al diritto allo studio con l’adeguamento delle linee guida e dell’offerta formativa rispetto alle competenze richieste dalle aziende, bisogna garantire diritto alla professionalizzazione assicurando un reddito di formazione a sostegno dei percorsi post-diploma e universitari. Formare la fuga dei giovani laureati moltiplicando i corsi di dottorato post-laurea e istituendo almeno centomila borse di ricerca
  6. L’EMERGENZA MERIDIONE Una Fabbrica d’Imprese per promuovere la creazione di Scuole d’imprenditoria per sviluppare la cultura d’impresa nelle nuove generazioni meridionali, incentivando la nascita d’impresa che associno imprenditori affermati(del nord) con giovani imprenditori del sud. Un’economia solidale per estendere il modello di zona economica speciale a tutti i settori deboli e all’intero territorio meridionale, ciò anche al fine di promuovere l’emersione del lavoro nero. Il nostro motto che il lavoro riparta dal Mezzogiorno
  7. LA CULTURA DELLA SICUREZZA SUL LAVORO E TUTELA DELL’AMBIENTE Luoghi di lavoro salubri e sicuri richiedono di operare un salto di qualità nella prevenzione dalla formazione sulla sicurezza alla cultura della sicurezza e della tutela dell’ambiente. Obiettivo morti zero è una finalità ineludibile di una civiltà affinché il lavoro, anche quello del personale a contatto con il pubblico, rappresenti un progetto di vita e non di morte. L’Economia Circolare attraverso la ponderazione dei risultati del sistema produttivo con la tutela dell’ambiente deve generare politiche gestionali in grado di sviluppare contemporaneamente ecosostenibili, reddito ed occupazione
  8. AGIRE AUTOREVOLMENTE IN EUROPA PER LA CRESCITA DELL’ITALIA Concordare politiche che diano impulso alla ripresa dei settori produttivi alla crescita del sistema economico italiano anche attraverso il rilancio degli investimenti in infrastrutture e servizi annullando il gap esistente tra Centro-Nord e Mezzogiorno. Far si che l’operato della BCE teso ad alimentare i circuiti bancari sia finalizzato a finanziare le esigenze di spesa delle famiglie e gli investimenti delle imprese
  9. IL SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA E ALLA NATALITA’ Per sostenere la famiglia e contrastare il calo delle nascite, è necessario:
  10. Rivalutare l’assegno familiare ed estenderlo e riconoscerlo anche a chi non la
  11. Creare migliaia di asili nido presso tutti i luoghi di lavoro facendo ricorso ai maestri precari della scuola d’infanzia
  12. LA QUALITA’ DELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA PER LA TUTELA DEI LAVORATORI E LA CRESCITA DELLE IMPRESE Un nuovo e avanzato modello di contrattazione per la qualità delle norme pattizie e delle relazioni tra le parti sociali. Istituti innovativi quali il preavviso attivo, l0indennità di professionalizzazione, il salario minimo, l’adeguamento dei salari all’aumento del costo della vita. Rendere impraticabile il dumping salariale attraverso il rilascio di un visto di conformità sui contratti depositati presso il CNEL.

Lascia un commento